Convegno Sirem 2020: Media, educazione e terzi spazi
Sessione 3: Università, società, comunità: quale ripresa dopo l’emergenza?

8 luglio 2020 ore 11.00 – 13.00

Introducono Chiara Panciroli e Paolo Raviolo
Coordina Filippo Bruni

Si invitano tutti coloro che vogliono intervenire in questa sessione, ovvero iscriversi a parlare, a compilare il form line. Questo aiuterà i discussant e gli altri partecipanti a predisporre i lavori e i loro interventi e discuterne già prima del convegno su Twitter. Cliccare qui per compilare il form online

Nodi e temi

Ogni emergenza porta con sé il desiderio del ritorno ad una normalità che può essere intesa in forme molto diverse: dalla restaurazione di passato visto come ottimale alla consapevolezza di cambiamenti che potrebbero essere irreversibili. 

1. Gli spazi: chiusi, aperti, virtuali. Da una situazione subita a seguito dell’emergenza, quali equilibri possono essere evocati?
2. L’apprendimento e la didattica: l’uso pervasivo di risorse e metodi digitali affermatosi con l’emergenza rimarrà tratto costante o genererà forme di rigetto? 
3. Più specificatamente: l’apprendimento formale, non formale ed informale, con le loro diversità luoghi e di approcci, come potrà riconfigurarsi?
4. La realizzazione di laboratori ma soprattutto le attività di tirocinio – tradizionalmente legate alla presenza e alla dimensione corporea, al lavoro, al territorio – come potranno essere realizzate? Come pensare un tirocinio smart?

Interventi programmati

Corrado Petrucco – Università degli studi di Padova

La creazione e diffusione di contenuti scientifici online su Wikipedia come ponte tra Università e Società
Negli ultimi anni la percezione di Wikipedia da parte delle Università è cambiata: è vista ora come un’utile risorsa didattica e un ambiente promettente per l’apprendimento e la costruzione collaborativa della conoscenza. Infatti, può essere utilizzata a fini didattici assegnando agli studenti la creazione e la modifica di voci enciclopediche online. Questa attività ha dato una cornice di senso e un’opportunità di didattica alternativa online durante i mesi dell’emergenza dell’epidemia. La redazione di voci in Wikipedia è anche una modalità interessante per la comunicazione pubblica della scienza e per rivalutare il ruolo della Terza Missione dell’Università.
Domande
Costruzione collaborativa della conoscenza online e ricadute nel sociale

Alessandro Soriani – Università degli studi di Bologna

Didattica universitaria laboratoriale durante l’emergenza Covid-19
Il contributo ha lo scopo di discutere l’argomento della formazione universitaria laboratoriale online di educatori sociali e culturali durante il periodo di lockdown causato dall’emergenza COVID-19. Nello specifico, lo studio che si presenterà, si focalizza sull’analisi di un insegnamento di 24 ore del corso di Educatore Sociale e Culturale presso l’Università di Bologna avente come oggetto lo sviluppo di competenze digitali necessarie alla professione educativa. Prima della crisi COVID-19, tale corso era organizzato secondo 9 sezioni parallele di massimo 32 studenti con obbligo di presenza, ognuno con un diverso calendario, diverso programma e un diverso docente. In seguito all’impossibilità di erogare la formazione secondo le modalità tradizionali, i docenti responsabili dei vari laboratori sono stati costretti a rivedere la modalità di lavoro ricorrendo a diverse forme di didattica a distanza. Attraverso un questionario somministrato a docenti e a studenti (prima e dopo il corso), il contributo si pone l’obiettivo di offrire una lettura del quadro della situazione andando ad analizzare le percezioni degli attori coinvolti in relazione ai seguenti aspetti: le competenze digitali che sono state sviluppate più o meno efficacemente; le strategie didattiche più utilizzate e più efficaci; le difficoltà tecniche, comunicative e relazionali riscontrate da docenti e studenti; gli aspetti particolarmente graditi legati alla modalità di lavoro a distanza.
Domande
didattica universitaria laboratoriale; educatori sociali e culturali; competenze digitali nella professionalità educativa

Marina De Rossi – Università degli studi di Padova

Presentazione dei risultati di un’indagine internazionale sull’uso delle ICT nella didattica nei percorsi di formazione professionalizzanti di area educativa e formativa nel periodo di emergenza COVID
A causa dell’emergenza COVID 19, molte università hanno dovuto affrontare la necessità di riformulare il loro modo di erogare didattica e i docenti sono stati direttamente impegnati a rimodulare le loro pratiche didattiche affrontando situazioni complesse, a volte inedite, dal punto di vista progettuale, metodologico e organizzativo. L’intervento focalizza l’attenzione ai Corsi di Studio e ad altri Corsi professionalizzanti di area educativa e formativa seguendo l’ipotesi che il cambiamento delle strategie didattiche, con intensiva integrazione delle ICT, possa stimolare nei docenti una modellizzazione di pratiche innovative L’Università di Padova e l’Università del Nord Texas (USA), che da tempo collaborano ad un programma di ricerca sull’integrazione delle ICT nella didattica, in questo periodo del tutto particolare hanno ritenuto utile indagare alcune dimensioni del fenomeno attraverso una comparazione internazionale a cui partecipano diversi Paesi europei ed extraeuropei. L’intento è quello di appofondire una riflessione critica sull’impatto che l’esperienza diffusa potrà produrre in prospettiva futura in merito all’adozione di modelli di integrazione delle ICT nella didattica universitaria per competenze.
Domande
Dalle prime raccomandazione EU alle recenti iniziative diffuse di innovazione della didattica a livello nazionale, quale è stato l’impatto della “virtualizzazione” della didattica durante l’emergenza nel nostro paese? E’ stata realizzata la creazione di ambienti di apprendimento integrati focalizzando l’interconnessione metodologico-tecnologica? Quale è stato il supporto organizzativo-tecnologico degli Ateni ai docenti? Sono emerse professionalità specifiche di educational technologist come figure di accompagnamento e supporto ai docenti?

Ferrari Simona – Università Cattolica di Milano

La scuola come terzo spazio: quali le condizioni e quali le problematiche
Molti soggetto educativi attivano percorsi che consentono alla scuola di trasformarsi in “terzo spazio”. Ne è un esempio Caritas Ambrosiana che basandosi su una “pedagogia dei fatti” attiva nella scuola interventi che promuovono soft skill, portando testimonianza sulle specifiche aree di bisogno su cui opera. Il percorso di consulenza formativa (gennaio-novembre 2020) attivato dall’Università (equipe: Ferrari, Triacca, Braga, Rivoltella) è diventata occasione per: * verificare lo scostamento in merito alle condizioni di attivazione del terzo spazio del modello di intervento di Caritas; * introdurre il digitale nelle pratiche di intervento e comprendere quanto possa essere risorsa per fronteggiare i vincoli che la scuola pone nell’attivazione del terzo spazio
La prima fase della ricerca ha messo in luce 3 questioni cruciali affinchè ci sia riconoscimento di tale lavoro svolto in questo terzo spazio: * Accreditamento del percorso: quale dispositivo è possibile attivare per il riconoscimento delle competenze mobilitate all’interno di questi percorsi? * Formalizzazione dell’apprendimento * Documentazione dell’esperienza Sirem diventa occasione poter attivare un confronto sulla prima questione.

Antonella Nuzzaci – Università degli studi dell’Aquila

Progettazione, pianificazione e valutazione: quale eredità della didattica a distanza per la didattica in presenza
Lo scarso possesso da parte dei docenti universitari di abilità riconducibili sia al dominio della progettazione sia a quello dell’assessment literacy nella didattica on-line rischia di impedire l’avanzamento della qualità e dell’equità nell’istruzione, poiché tale rifiuto non è altro che lo specchio dell’incapacità di strutturare processi di insegnamento-apprendimento adeguati. Il contributo affronta l’importanza assunta dall’acquisizione di competenze metodologiche nella formazione del docente universitario, le quali agiscono all’interno del sistema d’azione didattico per metterlo in grado di elaborare proposte culturali qualitativamente apprezzabili. A partire dalle esperienze condotte in contesto abruzzese, si intende riflettere su alcuni questioni centrali della funzione docente in relazione a precise pratiche formative.
Domande
Punti di forza e punti di debolezza della progettazione, pianificazione e valutazione a distanza

Fabio Pasqualetti – Università Pontificia Salesiana

La cassetta degli attrezzi
La disparità di competenze non solo tra docenti ma anche tra studenti, ci obbliga ad avere un minimo di abilità condivise e conoscenze di strumenti al fine di avere una libertà comunicativa ed espressiva.

Loretta Fabbri, Mario Giampaolo – Università degli studi di Siena

Blended learning e processi trasformativi nella didattica universitaria dopo l’emergenza covid-19
La notizia che la prestigiosa Università di Cambridge in Inghilterra erogherà, per il prossimo anno accademico, i propri corsi esclusivamente in modalità online sembra aver stupito il mondo. La decisione è frutto della richiesta di distanziamento sociale che a seguito dell’emergenza Covid-19 sfida le istituzioni accademiche a trovare soluzioni alternative alla tradizionale didattica in presenza. La pandemia e le sue conseguenze hanno richiesto l’adozione generalizzata di artefatti tecnologici in genere periferici nei processi d’apprendimento e soprattutto nell’organizzazione dell’offerta formativa. Per molti docenti è stata l’occasione per sperimentare didattiche innovative che garantissero la partecipazione e il coinvolgimento degli studenti seppure in altre forme. L’uso di modelli di didattica blended, ad esempio, sembra essere stato funzionale nel combinare i vantaggi della didattica online e della presenza in aula. Numerosi studi hanno consentito di costatare che l’utilizzo di un mix di ambienti, strumenti e metodologie diverse favoriscono i processi di apprendimento. Il blended learning può creare uno spazio oltre l’aula, oltre la propria casa dove studenti e docenti, formano una comunità e costruiscono apprendimento. Permangono ad oggi alcuni problemi da affrontare e approfondire legate alla progettazione e all’erogazione di insegnamenti blended. In particolare, la formazione dei docenti, la loro motivazione, il supporto didattico e il digital divide sono alcune delle questioni sollevate nello sviluppo di questo tipo di didattica (Oh & Park, 2009; Kruger & Blignaut, 2013; Boelens, De Wever & Voet, 2017; Stein & Graham, 2020). L’intervento descrive un caso di studio sull’implementazione di un modello blended nel Corso di Laurea in Scienze dell’educazione e della formazione presso l’Università di Siena. I docenti del Corso sono impegnati in un processo di sperimentazione collettiva durante il quale si è cercato di presidiare: gli atteggiamenti rispetto ai processi di trasformazione della didattica, se tali processi sono pensati come occasionali o strutturali ad una innovazione della didattica universitaria, come supportare i processi di innovazione difronte a possibili riduzionismi delle possibilità delle tecnologie digitali. L’intervento proverà a rispondere a queste e altre domande grazie alla partecipazione di un testimone privilegiato che ha provato a facilitare il processo di trasformazione.
Domande
Cosa cambierà veramente nella didattica universitaria post covid-19? Come riusciremo a capitalizzare le esperienze positive della didattica a distanza svolte durante la fase di lockdown? Perché l’adozione delle tecnologie nella didattica porta con se la paura di una perdita di qualità nella relazione docente-studente?

Manuela Fabbri, Luca Ferrari – Università degli studi di Bologna

Riflessioni sulla ri-progettazione didattica ai tempi del Covid-19
L’intervento presenta alcune riflessioni sulla DAD elaborate all’interno di due esperienze didattiche universitarie, il corso di Tecnologie della Conoscenza ed il laboratorio di progettazione e valutazione scolastica, condotte all’Università di Bologna durante il periodo COVID-19. Per far fronte all’emergenza sanitaria, che cosa è cambiato nella progettazione didattica dei due corsi? Quali sono i principali cambiamenti metodologico-progettuali che i docenti hanno messo in campo rispetto alla didattica in presenza? Che cosa ha funzionato e che cosa meno nell’opinione degli studenti? E in quella dei docenti? Quali tipologie di competenze, nella percezione degli studenti, sono state sviluppate? Che cosa ‘ci portiamo a casa’ da questa esperienza? Durante la presentazione saranno condivisi alcuni dati di ricerca e approfondite alcune dimensioni d’analisi che riguardano: le caratteristiche degli ambienti digitali utilizzati a sostegno della didattica, la tipologia di attività proposta agli studenti, la socializzazione tra gli studenti e l’interazione didattica e relazionale con il docente, la partecipazione attiva alle lezioni, il monitoraggio e la valutazione complessiva del lavoro svolto.
Domande
Quali sono i principali cambiamenti metodologico-progettuali che i docenti possono essere messi in campo rispetto alla didattica in presenza? Che cosa ha funzionato e cosa no? Quali sono gli elementi che possiamo riprendere per arricchire ed innovare la nostra didattica?

Laura Corazza, Anita Macauda – Università degli studi di Bologna

Visual Thinking e apprendimento
Il pensiero visuale per l’apprendimento: occasione narrativa e di creazione del sapere, spazio terzo tra reale e metaforico, tra tecnica e orizzonti di senso, individualità e socialità. Nelle applicazioni web, con differenti livelli di interazione.
Domande
Come sfruttare il pensiero narrativo visuale nella didattica universitaria, sfruttando e coltivando la sua propensione allo sviluppo creativo e alla ricerca di nuovi significati.

Chiara Laici*, Maila Pentucci**, Lorella Giannandrea*, Pier Giuseppe Rossi* – *Università degli studi di Macerata, **Università degli Studi G. d’Annunzio

La percezione degli studenti rispetto alla sperimentazione di un ecosistema formativo digitale.
Il contributo presenta i primi risultati di un’indagine condotta tramite un questionario orientato a cogliere la percezione degli studenti rispetto all’esperienza di didattica a distanza realizzata tramite un ecosistema formativo digitale. Tale sistema è stato progettato per consentire di sperimentare anche in una dimensione a distanza il feedback ricorsivo, l’interazione tra docente e studente e tra pari, e il coinvolgimento degli studenti in attività, sia collaborative sia individuali. Da una prima lettura emerge come gli studenti abbiano apprezzato il poter sperimentare una comunicazione multicanale, il poter partecipare attivamente alle lezioni ricevendo feedback e il poter rimanere in contatto con il docente e con i colleghi.
Domande
Il feedback nella didattica a distanza. L’aggregazione di risorse digitali per la costruzione di un ambiente sistemico che superi le barriere del tempo della lezione e dello spazio dell’aula. La replicabilità di tale sistema in un approccio blended.

Gigliola Paviotti – Università degli studi di Macerata

Laboratori esperienziali online con imprenditori delle aree rurali
L’intervento intende presentare l’esperienza del corso “Economia e marketing dell’agroalimentare” del corso di laurea triennale interclasse Beni Culturali e Turismo dell’Università di Macerata, che per la prima volta si è svolto completamente online. Il corso prevede normalmente un laboratorio esperienziale disegnato come project-based learning: in seguito ad una serie di visite in aziende di produzione agroalimentare e del turismo sul territorio, gli studenti, organizzati in gruppi, si occupano di formulare una piano di sviluppo per il marketing dell’azienda. L’elaborazione del progetto prevede sia ricerca bibliografica (ricerca di informazioni sulla natura delle possibili attività di marketing, strumenti e canali adottabili), che ricerca sul campo (interviste con gli imprenditori, ulteriori visite aziendali). L’elaborato finale viene presentato dagli studenti agli imprenditori, durante un evento organizzato generalmente a fine corso, ed è oggetto di valutazione. Il percorso prevede una forte interazione con il luogo, tanto fisico quanto relazionale. Nel momento in cui il percorso, per come disegnato, non è stato più possibile a causa dell’emergenza COVID-19, è stato riprogettato online e comunque portato avanti con gli imprenditori dell’agroalimentare e del turismo, che sono stati attivi durante tutta la durata del percorso. Il contributo intende portare una riflessione rispetto ai risultati dell’esperienza, anche in comparazione con le esperienze degli anni precedenti, sulla base dei feedback ricevuti da studenti, imprenditori, tutor e docenti.
Domande
Punti di forza e di debolezza di esperienze a distanza/in presenza; relazioni con il territorio; competenze trasversali

Telegram

Prima e durante il convegno sarà possibile discutere tramite il gruppo SIREM in Telegram Telegram usando l’hashtag #SIREM2020_3

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