Convegno Sirem 2020: Media, educazione e terzi spazi
Sessione 2: Corpo, apprendimento, terzi spazi: quale corpo nella distanza?

8 luglio 2020 ore 9.00 – 11.00

Introducono Fabio Bocci e Francesco Casolo
Coordina Maurizio Sibilio

Si invitano tutti coloro che vogliono intervenire in questa sessione, ovvero iscriversi a parlare, a compilare il form line. Questo aiuterà i discussant e gli altri partecipanti a predisporre i lavori e i loro interventi e discuterne già prima del convegno su Twitter. Cliccare qui per compilare il form online

Nodi e temi

_ Corpo e apprendimento: suggestioni e questioni aperte
_ Il corpo nella didattica: presenze, assenze, omissioni
_Rappresentazioni del corpo abile e disabile nel palinsesto socio-culturale
_Il terzo spazio come concetto per indagare presenze e distanze del corpo nei processi di apprendimento
_Didattica a distanza: come sollecitare il coinvolgimento, il recupero e il mantenimento di una dimensione corporea funzionale
_Effetti del COVID 19 sulle abitudini motorio-sportive di bambini, adulti e anziani
_Espressività corporea pre e post covid: dalla ricerca del contatto e quella del distanziamento

Interventi programmati (già inseriti nel form online).

Cinzia Ferranti – Università degli studi di Padova

Il laboratorio virtuale: terzo spazio didattico tra rappresentazione e azioni pratiche
Si descrive un progetto pilota condotto durante l’ultimo semestre 19/20 in cui due docenti di Scienze Farmacologiche hanno proposto attività laboratoriali virtuali nei propri insegnamenti. Si propone l’esito di una survey inviata agli studenti e di un focus group con le docenti (coautrici del contributo). Si faranno emergere riflessioni in merito alle modalità di apprendimento in relazione alle forme di rappresentazione connesse da ambienti virtuali nei quali gli studenti sono stati invitati a compiere delle azioni fisiche (che implicano solitamente il coinvolgimento del corpo) in laboratorio.

Pier Giuseppe Rossi – Università degli studi di Macerata

E’ presente il corpo nell’interazione on line?
Che ruolo ha il corpo nell’interazione on line? Molta della retorica attuale sulla DaD afferma che nella DaD non esiste il corpo. Questo nasce da una visione non embodied per cui il corpo è il canale tra cervello e mondo e necessario solo per comunicare con l’altro. Difficilmente si percepisce che nella relazione on line l’altro mi appare sullo schermo ma in realtà abita uno spazio reale. Vi è uno spazio liquido che non comprende solo lo schermo ma anche gli spazi vissuti, dagli attori, i loro locali e i loro contesti. Inoltre, superato il concetto del corpo come canale, il corpo partecipa appieno alla concettualizzazione e comunque interviene nel processo ricorsivo intra personale. Esistono pertanto tre spazi: quelli vissuti dai due attori e quello virtuale.
Domande
Esiste il corpo oltre lo schermo?

Nadia Carlomagno,  Francesco Cordella – Università Suor Orsola Benincasa

L’esperienza didattico-teatrale a distanza: verso nuovi spazi performativi dell’azione e della percezione di Nadia Carlomagno e Francesco Cordella.
Questo contributo vuole essere una riflessione sulla DaD  non come  forma immateriale della percezione, nè come esercizio del razionale in ambito formativo,  ma come   predisposizione di un sistema di relazione, avvalorato dalla formazione teatrale, quello dell’azione didattica e  dell’apprendimento, che in una condizione di distanziamento fisico, è chiamato ad esplorare alcune modalità di ricerca sulle potenzialità interattive e comunicative del corpo,  attraverso l’uso delle tecnologie dell’istruzione e della comunicazione.
La distanza non nega, infatti,  la possibilità  di mescolanza percettiva, ma si misura con l’esercizio della separazione delle funzioni, magistralmente descritto dal neurofisiologo Alain Berthoz (2011), ovvero nella proprietà biologica e cognitiva del saper separare le forma dell’azione e predisporre una percezione che operi su binari separati e solo successivamente integrabili.
La didattica a distanza,  nell’esperienza formativa centrata sul corpo in azione, del “Laboratorio di drammaturgia didattica” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e  del Master sul “Teatro pedagogia e didattica, metodi tecniche e pratiche delle arti sceniche”  dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli,  ha consentito di sollecitare il superamento dei confini  della “presenza/distanza”, utilizzando la distanza come occasione per ricercare tutto quello che in ognuno è custodito come un patrimonio potenziale dell’azione, capace di andare oltre i significati classici di relazione, esperienza, emozione, attraverso uno sforzo di immaginazione e di simulazione, che anche l’interazione con la macchina può sollecitare.
Un lavoro sul richiamo alla “presenza scenica”, come bios  scenico e fonte di energia (Barba,1993), svolto non in un luogo fisico,   dove si  condivide  la visione degli stessi oggetti, della luce del posto, dei suoni, degli odori e del calore dei corpi, ma in un luogo che si può definire relazionale, un luogo di interazione, uno  spazio energetico terzo, che il biologo  Sheldrake definisce  “campo morfogenetico” (2013), nel quale è possibile, attraverso l’attivazione di un clima empatico, far germogliare tutti i processi di condivisione emozionale, di riscoperta espressiva e acquisizione di consapevolezza, rendendo  l’esperienza della DaD un’ esperienza formativa e trasformativa. Si  attiva, in tal senso, infatti, la costruzione di un mondo  percettivo inesplorato basato sull’elaborazione di un surplus di significazione. (Maturana e Varela, 1992).
Domanda
La didattica, compresa la DaD, ha una vocazione teatrale. – la formazione teatrale necessaria alla formazione docente.

Anna Mancinelli, Nadia Carlomagno – Università Suor Orsola Benincasa (Napoli)

Dove arte, scienza, cultura e tecnologia si incontrano
L’ArtScience Museum di Singapore è il primo museo dedicato all’interazione dinamica tra arte e scienza. Un terzo spazio per elaborare nuovi segni di identità e luogo innovativo di collaborazione. Luogo in cui l’incontro tra tecnologia, design, arte e natura crea mostre interattive in grado di accendere una scintilla creativa in un viaggio interamente immersivo nell’universo digitale. L’immaginazione e il corpo sono protagonisti di uno spazio in continua evoluzione, dove le opere d’arte sono sia generative che reattive – sedici installazioni digitali che si evolvono dinamicamente grazie alla partecipazione attiva dei visitatori. Uno spazio di possibilità ludiche che attraverso l’esplorazione e l’avventura permette di costruire esperienze di apprendimento.

Paoletti Gisella – Università degli studi di Trieste

Cosa è cambiato con la distanza e in particolare con i video che presentano il volto del docente in dimensioni diverse da solito.
Penso che occorrerà riflettere sul modo in cui presentiamo le informazioni agli studenti o ad altri utenti, con decisioni che affidiamo spesso solo alla macchina.
Domande
quali informazioni vengono perse? ci sono informazioni che si aggiungono?

Filippo Bruni – Università del Molise

Visi e corpi al tempo della pandemia. Il selfie in una esperienza di didattica universitaria
Come ci è percepiti durante la pandemia? La somministrazione, forse eccessiva, di questionari ha trascurato altre modalità. In un laboratorio, coinvolgendo circa cento studenti del secondo anno di scienze della formazione primaria, è stata chiesta la realizzazione di tre selfie: uno in cui ci rappresenta prima della della pandemia, uno durante la pandemia, ed uno in cui ci si immgina dopo la pandemia. L’autorappresentazione del proprio viso/corpo, di cui si proverà a fornire i primi elementi emersi, può forse offrire una serie di elementi utili anche alla progettazione didattica.
Domande
Quali le modalità con cui la corporeità è stata rappresentata sulla rete?

Telegram

Prima e durante il convegno sarà possibile discutere tramite il gruppo SIREM in Telegram Telegram usando l’hashtag #SIREM2020_S2

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